Il tempo del lavoro e il lavoro del tempo di Silvia Destito / I Giunchi, il Po e la previsione dei tempi di Studiocharlie

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Aprire varchi nella memoria e nel presente per afferrare ciò che viene incontro: l’esperienza condensata in ricordo improvviso, un’azione che è già rarefazione; secondi, minuti, ore che nel loro susseguirsi delineano passaggi. Raccontare il tempo del lavoro: il lavoro in una giornata di pioggia, di sole, in fabbrica, in bottega, a scuola, nei campi; per strada, sul treno, in cammino; a nord, a sud, ad est e ad ovest del mondo. Il tempo che scorre oppure il tempo fermo, risonanze e silenzi. Materie e colori. Il lavoro vissuto, misurato, reinventato, perso. Il lavoro: conoscenza e smarrimento. Le parole, che per convenzione definiscono il tempo, ci aiutano a costruire “tappeti” volanti, piccoli orti seminati da saperi in trasmissione, perdita, trasformazione.

 

Lontane catalogazioni e nuove sperimentazioni tra i tempi delle persone e quelli dei luoghi… La memoria muove le cose, la luce e l’energia riplasmano la materia.

Gira il contatore di meccanismi informi generando inaspettata bellezza: ideazione e realizzazione di oggetti a percezione circolare di passioni e spazi generazionali.

Progetto tematico di Silvia Destito

 

I Giunchi, il Po e la previsione dei tempi

Vasi GIUNCO / Studiocharlie / autoproduzione. Vasi in terracotta realizzati in trafila manuale, finitura a smalto lucido con inclusione di sabbia fine del Po.
Testi e Ph. Studiocharlie

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2013 ottobre-novembre: cominciamo a lavorare sui primi schizzi del progetto / 2014 / 22 ottobre: incontriamo Gio Batta per capire come poter fare la matrice necessaria per realizzare i vasi. Gio Batta [ceramista artigiano e artista] non usa spesso il laboratorio ceramico, il suo lavoro principale riguarda il controllo di camini, stufe, canne fumarie; la sua idea è quella di risistemare e pulire tutto per mettere lo spazio [molto bello] a disposizione di chi ha voglia di imparare o fare. Il suo laboratorio si trova a Brescia, 25 km da Rovato, circa mezz’ora dal nostro studio. Vicino casa di Vittorio, andiamo a trovare Giuseppe Ortogni il fabbro in pensione che ci realizzerà la matrice di ferro. 4 novembre: siamo da Gio Batta per consegnare la matrice. Il suo laboratorio fa pensare al tempo della sedimentazione: ci sono disegni, disegni preparatori, tracce di corsi di ceramica, vecchi lavori incompiuti, pezzi di sculture, schedari coperti da polvere di terracotta, matrici in gesso per lavori realizzati, un inizio di collezione di piastrelle vecchie/antiche in ceramica e in graniglia…

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21 novembre: andiamo dal tipografo, ad Artogne, che ci realizza subito il punzone in piombo “Studiocharlie” per firmare i vasi. Simone Quetti, questo il suo nome, vive ad Artogne, in bassa Valle Camonica, e per arrivare ci vogliono circa 45 minuti. Anche lui è pensionato. Dal tipografo c’è un rumore forte e metallico causato dal macchinario che produce i piombi, [e dei piombi stessi che cadono uno sull’altro] ma solo nel momento in cui viene azionato. Altrimenti c’è silenzio, anche perché la tipografia/museo viene usata solo per lavori particolari. Oggi, dopo tanti giorni di pioggia, finalmente il sole. 27 novembre: andiamo a vedere i primi tubi estrusi realizzati da Gio Batta.

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Durante le prove, il silenzio si alterna al rumore della macchina solo nel momento della trafilatura, ma non si tratta di un rumore automatico, perché la leva della trafila è azionata a mano. Facciamo le prove di taglio e punzonatura, decidiamo come fare le dime per applicare i fondi e fare i tagli in modo più preciso. 2-3 dicembre: si realizzano le dime in truciolare ed mdf. 4 dicembre: estrudiamo i tubi, applichiamo i fondi.

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I vasi devono asciugare fino a raggiungere la durezza “cuoio”, adatta a tagliare i vasi senza deformarli. 5 dicembre: prime prove di taglio, ma la durezza non è ancora “cuoio”. 6 dicembre: facciamo i tagli con le dime e punzoniamo la firma. Anche oggi il sole. I vasi, nel frattempo, devono asciugare ancora per passare dalla durezza “cuoio” alla durezza “osso”, adatta alla cottura. Gio Batta cuoce i vasi, abbiamo il “biscotto” su cui si può applicare lo smalto.
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22 dicembre: prove con lo smalto e la sabbia fine del Po su pezzetti di scarto e cottura. 7 gennaio: seconda prova su pezzi di scarto e cottura; nella stessa giornata smaltatura di tutti i pezzi e sistemazione nel forno. Ancora cottura. Nel cielo il sole è alto, è il 9 gennaio: vasi finiti! Misure: diametro 8cm, h 38 cm.

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Qualche parola in più sulle parole / Punzone: elemento in piombo con le lettere in rilievo. Nel nostro caso è usato per imprimere il nome dello studio sulla terracotta non ancora asciutta. Matrice: forma metallica che si inserisce nella parte inferiore della trafila e definisce il diametro del tubo di terracotta che diventa il semilavorato per la realizzazione dei vasi. Questi, una volta finiti, avranno poi diametro leggermente diverso, perché nella fase di asciugatura il volume complessivo diminuisce di circa il 5%. Trafila: macchinario nel quale si inserisce la terracotta e che, per mezzo di un pistone idraulico, la spinge in basso e la fa uscire attraverso la matrice. Dima: forma che serve da guida per i tagli, in modo che le dimensioni dei vasi e dei tagli siano costanti. Una dima può essere costruita con vari materiali, a seconda del lavoro che deve essere fatto. Ovviamente, dato il materiale e visto che la lavorazione è completamente manuale, non ci saranno mai due vasi identici! Nel nostro caso è stato sufficiente usare pezzi di truciolare e di mdf di scarto.

Studiocharlie è stato fondato nel 2002 da Gabriele Rigamonti, Carla Scorda e Vittorio Turla. Ha ricevuto nel 2004 la Menzione d’Onore al XX Compasso d’Oro ADI con il carattere tipografico Csuni. Nel 2005 disegna il Punto Pecora, il primo tessuto per il Lanificio Leo; nel 2008 inizia la collaborazione con Boffi, con il tavolo 4millimetri; del 2010 è il primo progetto per Vittorio Bonacina, il paravento Ala, mentre nel 2011 disegna la madia Conchiglia per Lema. Ha partecipato a diverse mostre ed esposizioni tra cui The New Italian Design [prima edizione: Triennale di Milano, ultima edizione: The Lookout, V&A Waterfront, Cape Town], Design of the other Things [Triennale di Milano], Meet Design [Torino, Palazzo Bertalazone, e Roma, Mercati di Traiano].

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